Minecraft

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Siamo nell’era dell’alta definizione, del Full HD, del 3D e della grafica iperdettagliata.
Siamo abituati a giochi dove a farla da padrone sono effetti particellari super pompati, che puntano tutto (o quasi) sull’aspetto puramente visivo e narrativo, relegando al passato quelle esperienze originali e geniali in cui contava soltanto una cosa: il gameplay ed il divertimento che esso era in grado di scaturire.
Il primo impatto con Minecraft è, a dir poco, straniante, e ci vorrebbe poco a definirlo, senza mezzi termini, un obrobrio; tuttavia, man mano che il timer delle ore avanza, ci si sorprende di come Minecraft sia un gioco splendido, coronato da uno stile grafico vecchio e minimalista, ma nostalgico allo stesso tempo e, sopratutto, da un gameplay unico, fresco, divertente, originale, appagante e chi più ne ha, più ne metta.

L’idea che sta alla base del gioco è, tutto sommato, semplice: impersoniamo i panni di un non precisato individuo, veniamo teletrasportati in un mondo generato a caso dal gioco, e dobbiamo usare tutto ciò che ci circonda (e con tutto, intendo proprio TUTTO) allo scopo di costruire un rifugio che ci permetterà di mettere al sicuro la pellaccia dagli “orrori” che prenderanno vita una volta che sarà calata la notte.

Giorno dopo giorno, scorazzeremo all’interno del mondo di gioco alla ricerca di tutti i materiali di cui avremo bisogno per costruirci il nostro personalissimo bunker.
La ricerca e la raccolta dei vari elementi con cui costruire non sarà, tuttavia, tanto semplice; scordatevi di raccogliere tutto quanto servendovi soltanto delle vostre mani, se vorrete ottenere materiali particolari, dovrete costruirvi i vari arnesi utili a raccoglierli.

La formula di “base” del gioco è sicuramente innovativa e interessante, e basterebbe da sola a fare di Minecraft, un piccolo capolavoro indie, tuttavia le sorprese non sono finite qua.
Sulla scia delle recenti produzioni videoludiche a tripla A, anche in Minecraft è stata introdotta la possibilità di giocare online. Inutile dire che con più giocatori, il divertimento sale esponenzialmente, e dai classici rifugi per lupi solitari si arriverà a costruire…..be’, letteralmente qualsiasi cosa.

Ringraziando in parte la sua natura “aperta” ai Mod, Minecraft è letteralmente un gioco infinito, in cui l’unico limite sarà la nostra fantasia: vorremo costruire un imponente castello giagantesco? Potremo farlo. Il nostro scopo è ricreare alla perfezione interi livelli di Wolfenstein? Be’, con un po’ di impegno potremo fare anche questo.
Proprio i Mod (da modifications, appunto, modifiche al gioco originario, apportate dalla comunity) sono uno dei punti di forza del gioco.
Grazie alle volenterose schiere di fan, Minecraft è in grado di trasformarsi a piacimento in tutto ciò che più ci aggrada, andando a sviluppare più un aspetto, piuttosto che un altro (eliminando, per esempio, l’arrivo dei mostri notturni, per dedicarsi maggiormente alle opere di costruzione).

È proprio strano: concepito inizialmente come prodotto indie, sviluppato da una sola persona (il mai troppo lodato Markus Persson, alias Notch) e destinato ai Browser Game, Minecraft è riuscito, nel tempo, a ritagliarsi uno spazio tutto suo all’interno dell’affollato panorama videoludico odierno, dimostrando (sempre se c’è ne fosse stato veramente bisogno) che la passione e le buone idee, riescono sempre a superare produzioni con budget milionari figlie del mercato.

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